Forse sono tra i pochi che ancora non se n'erano accorti, in ogni caso un blog serve anche a informare, o meglio condividere informazioni, quindi vi riporto quanto ho appena scoperto per pura casualità.
Facendo contemporaneamente delle ricerche su google.com e google.it mi sono accorto che la versione inglese riporta a fianco di ogni singolo risultato delle SERP due piccoli tasti e, di fianco alla URL per esteso del sito, un'icona a forma di nuvoletta.

Rispettivamente corrispondono a tre tasti-azione: "promote", "remove" e "comment", un po' come nei social nei quali è consentito votare e commentare un articolo o un intero sito, tipo OKNotizie, Stumble Upon, ecc. recentemente anche Facebook ha introdotto qualcosa di simile, dando la possibilità di dare il proprio consenso o disappunto a qualsiasi elemento pubblicato. Sembra si stia definendo uno standard, nel quale gli utenti sono sempre più chiamati in causa per stabilire successo o insuccesso di un sito, provando forse a riconquistare più credibilità anche nei risulatti delle SERP, tagliando rami secchi e risultati di bassa qualità (o di bassa popolarità...). Il rischio è appunto che la discriminante diventi il parere delle masse di utenti. Sarà democratico forse, ma rischia di far fuori anche contenuti di qualità, ma che vari motivi restano dei tesori nascosti, che in questo modo potrebbe diventare sempre più difficile trovare.
Ti è piaciuto l'articolo? Visita anche il sito di Chameleon Copywriter!
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Rispettivamente corrispondono a tre tasti-azione: "promote", "remove" e "comment", un po' come nei social nei quali è consentito votare e commentare un articolo o un intero sito, tipo OKNotizie, Stumble Upon, ecc. recentemente anche Facebook ha introdotto qualcosa di simile, dando la possibilità di dare il proprio consenso o disappunto a qualsiasi elemento pubblicato. Sembra si stia definendo uno standard, nel quale gli utenti sono sempre più chiamati in causa per stabilire successo o insuccesso di un sito, provando forse a riconquistare più credibilità anche nei risulatti delle SERP, tagliando rami secchi e risultati di bassa qualità (o di bassa popolarità...). Il rischio è appunto che la discriminante diventi il parere delle masse di utenti. Sarà democratico forse, ma rischia di far fuori anche contenuti di qualità, ma che vari motivi restano dei tesori nascosti, che in questo modo potrebbe diventare sempre più difficile trovare.
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